Queste mie parole non vogliono essere un suggerimento e meno ancora un insegnamento di come comportarsi di fronte a chi ha un suo caro colpito da alopecia areata.

Voglio solo esternare il mio vissuto di genitore con mia figlia colpita da questa invalidante malattia.
La ritengo invalidante perché lo è sotto l'aspetto psicologico, fisico e comportamentale soprattutto, in una società dove l'apparire viene tra i primi posti dei valori da esibire.

Il primo impatto è stato quello di non capire cosa effettivamente stava accadendo e quindi dal farsi prendere dalla corsa dai vari medici e specialisti per cercare l'eventuale soluzione al problema. Sono percorsi di speranza che purtroppo non sempre danno risultati, a volte solo parziali, ma spesso con sentenze definitive.
Ognuno di noi, per carattere e sensibilità, assume modi diversi di reagire e combattere stati d'animo che nel nostro cuore si intrecciano e mutano di giorno in giorno.

Quello che ho cercato di fare con la mia Alessandra, così si chiama, è stato di non sminuire mai il problema, ma neanche di aggravarlo, dandole serenità e amore per quanto ne sia stato capace e abbia potuto dargliene.
Devo anche dire che in tutta questa sofferenza in famiglia la più brava è stata proprio lei, che con caparbietà e carattere spesso ci rincuorava.
Le persone che vengono colpite dall'alopecia areata si trovano a dover combattere non solo contro la loro trasformazione, mai accettata o a volte subita con rassegnazione, ma anche contro l'insensibilità e l'indifferenza del prossimo, quando questi non lo apostrofa sarcasticamente.
Il dolore del genitore accompagna silenzioso il proprio caro con l'impotenza di chi vorrebbe ma non può, cercando tuttavia nel percorso quotidiano di creare una serenità che si deve raggiungere partendo dalla famiglia stessa.

Ho avuto modo di ascoltare diverse persone vicine o direttamente colpite da questa patologia e per quanto il mio pensiero sia diverso da molti, ritengo che l'insistenza ad oltranza nella ricerca della cura, con assunzione continua di farmaci possa provocare danni peggiori e non solo di carattere fisico.
Rimane comunque la fiduciosa speranza che la medicina possa compiere quel miracolo atteso ormai da molti e in tempi brevi e rivedere così un sorriso sereno su chi tanto amiamo.