Un anno fa o giù di lì, mio figlio Martin, che ora ha quattro anni e mezzo, doveva andare dal parrucchiere a farsi tagliare i capelli. Fino allora i capelli glieli aveva sempre tagliati un'amica di famiglia a casa. Ma adesso era ora di portarlo da un parrucchiere vero, e decisi di accompagnarlo.

Non entravo in un negozio di parrucchieri da venticinque anni, per me all'inizio fu molto imbarazzante, ovviamente era pieno di gente, quindi mi sentii davvero un pesce fuor d'acqua ai limiti del ridicolo. Presi però coraggio e mi dissi “ehi, sei un padre di famiglia, su, sii uomo!”. Poi, tanto per rendermi le cose più 'facili', mio figlio cominciò a dire che non voleva tagliarsi i capelli seduto da solo sulla poltrona, ma che voleva stare in braccio a me.

E così, quando fu il nostro turno mi feci coraggio e andai al posto di 'combattimento'. Beh, fu allora che scattò la magia di uno dei momenti più significativi della mia vita. Ero seduto, con mio figlio in braccio che mi stringeva forte, mi guardavo allo specchio e vedevo la mia faccia (e la mia pelata) affiancata alla testa di mio figlio piena di capelli.

Il parrucchiere ci mise quella specie di parannanza total body (non so come si chiama) per non farci riempire il corpo di capelli, e io intanto dentro di me pensavo “ma dimmi tu che scena”, e scattò la magia. Le forbici cominciarono a tagliare i capelli di mio figlio che cadevano su di lui e su di me. Io e il mio figliolo, in un abbraccio silenzioso, ci facevamo forza l'un l'altro. Io lo sapevo, ma lui non sapeva l'amore che mi stava dando, o forse si, chissà...
Era come se lui inconsapevolmente mi dicesse “Ecco papà, hai visto? Anche tu puoi andare dal parrucchiere. E poi, i capelli a che ti servono?”

Per una vita li ho visti cadere pian piano a chiazze, odiando ogni capello che cadeva, ma quella volta con mio figlio, fu l'unica in cui vedevo cadere capelli provando una gioia infinita. Perché innanzitutto venivano tagliati e non stavano cadendo, e poi, sebbene fossero i capelli di mio figlio, in realtà era come fossero i nostri capelli!

Ho lottato contro l'alopecia areata dall'età di dieci anni fino ai trentadue circa, per due anni ho portato una parrucca, poi è nato lui, Martin, il mio primo figlio, e grazie a lui l’ho tolta (non potevo essere un padre mascherato, non potevo non essere me stesso con mio figlio), e grazie lui è finita la guerra contro l'alopecia universale, ho firmato l'armistizio e ho cominciato a convivere con lei.
Grazie Martin, papà ti ama!

Massimo Trapanese