La NAAF (la nota Fondazione Nazionale Alopecia Areata USA) annuncia, in un articolo apparso il 1° luglio 2010, il risultato di una ricerca condotta dalla Columbia University.
L’articolo si trova al link http://www.naaf.org/site/PageServer?pagename=research_Columbia .
Qui una traduzione di quell’articolo:
Il 30 giugno 2010 è stato pubblicato su "Nature", settimanale internazionale interdisciplinare di scienza, un articolo che svela le ricerche genetiche più interessanti sull’alopecia areata fino ad oggi condotte.
Guidata dal Dr. Angela Christiano, membro del direttivo Comitato Scientifico della NAAF, un team di ricercatori della Columbia University Medical Center, utilizzando la casistica del Registro Nazionale dell'Alopecia Areata, ha individuato otto geni che contribuiscono alla alopecia areata, una delle quali ha una possibile ruolo nella comparsa della malattia.
L’Alopecia areata è una malattia cutanea autoimmune che può causare la perdita totale o parziale dei capelli che coilpisce oltre 5 milioni di americani. L’alopecia areata attualmente non ha cura e non esistono trattamenti che funzionano per tutti.
L'aspetto più importante di questa recente scoperta è che molti dei geni associati con l'alopecia areata sono anche associati ad altre malattie autoimmuni, tra cui l'artrite reumatoide, il diabete di tipo 1 e la celiachia, tutte malattie autoimmuni da trattamenti pre-esistenti.
Questa scoperta, dunque, dovrebbe portare ad una effettiva sperimentazione clinica. "Finalmente abbiamo la possibilità di sviluppare farmaci che agiscono direttamente sui meccanismi che stanno dietro la malattia", aggiunge la Dott.ssa Christiano.
"Questa ricerca è molto stimolante perchè l'alopecia areata colpisce un numero enorme di persone in tutto il mondo, ed esistono pochissimi trattamenti, da cui consegue molta insoddisfazione delle richieste mediche", ha detto Vicki Kalabokes, presidente e ammistratore delegato della National Alopecia Areata Foundation, che ha finanziato la Dott.ssa Christiano per 13 anni consecutivi. "La perdita dei capelli crea problemi di vita quotidiana, soprattutto per i bambini che soffrono di isolamento sociale. Modifica la qualità della loro vita e nel lungo periodo può causare problemi psico-sociali ".
Contribuire ad un impatto emotivo negativo è la natura stessa dell'alopecia areata. L'alopecia areata è una malattia ciclica con zone calve che appaiono e, in molti casi scompaiono temporaneamente, per poi apparire nuovamente. In molti casi le zone calve possono progredire a forme più estreme e rare della malattia: l’alopecia totale (perdita di tutti i capelli) o l'alopecia universale (perdita totale di tutti i peli del corpo).
Parte della scoperta della Dott.ssa Christiano include la possibilità di prevedere con precisione la progressione della malattia in un paziente.
Utilizzando come "marker" il numero dei geni associati alla malattia, è stato preparato un test genetico che può indicare la gravità della patologia. Ciò significa che sarà possibile determinare, per ogni paziente, la probabilità di ricrescita della zona calva o di perdita completa di capelli e peli del corpo.
Il Registro Nazionale dell'Alopecia Areata (NAAR), un registro di pazienti finanziato dal “National Institute of Arthritis and Musculoskeletal and Skin Diseases” e dal "National Institutes of Health", ha catalogato a partire dall'anno 2000 dati su 1054 casi di alopecia areata negli Stati Uniti. Su questi casi sono stati effettuati per questa ricerca oltre 3200 controlli.
"Un campione di così grandi dimensioni ci garantisce che l'identificazione di questo gruppo di geni è avvenuta con rilevanza statistica e non per caso", ha detto la Dott.ssa Christiano. "Il prossimo passo è quello di replicare questo studio in ricerche future"
All’articolo originale segue una lunga serie di link tra cui:
- Columbia University: http://cumc.columbia.edu/news/press_releases/Genetic_Basis_Alopecia_Areata.html
- CNN: http://pagingdrgupta.blogs.cnn.com/2010/06/30/researchers-find-gene-linked-to-hair-loss/
- MSN: http://health.msn.com/health-topics/skin-and-hair/articlepage.aspx?cp-documentid=100260811
Dopo la conferma dell’aspetto “autoimmune” della malattia, attraverso esperimenti mirati annunciati al congresso AIDA 2009, questa ricerca e questi risultati eclatanti possono dare una svolta decisiva verso la formulazione di una cura VERA per l’Alopecia Areata.
Anche se la corrispondenza fra i geni che causano altre malattie autoimmuni (tra cui l'artrite reumatoide, il diabete di tipo 1 e la celiachia) può “facilitare” la sperimentazione farmacologica perché già parzialmente in atto, prima che si concretizzi in una realtà è bene non attribuire soverchia speranza.
Prima di tutto “non smettere di sorridere” e ricordare SEMPRE che “noi non siamo i nostri capelli!”
Daniele Orlando





