Silvia Moretta

Critico d’arte e curatrice d’arte indipendente
Immagini di bellezza femminile nell’arte

Da una prima indagine iconografica sulla bellezza femminile nelle espressioni artistiche moderne e contemporanee, europee e non, emergono diverse possibilità di approccio a una tematica complessa. Posto l’assunto di base, ovvero che la bellezza si dota canonicamente dell’attributo princeps di una fluente chioma, alludente alla sensualità e all’avvenenza della donna, non pochi sono i casi nella storia dell’arte in cui i capelli, o meglio l’assenza di essi e delle sopracciglia, si carica di altri valori e significati, anche rivoluzionari.

Se il modo di rappresentare i capelli cambia a seconda degli stili e delle epoche, il ruolo simbolico dell’assenza assurge a possibilità di interpretazione non univoche e cariche di mistero. Attraversando trasversalmente la storia dell’arte, si porteranno alcuni degli esempi più interessanti. Dall’arte fiamminga, quando l’assenza dei capelli nella parte alta della fronte era un dettame della moda del tempo, ai misteriosi casi dell’assenza delle sopracciglia nella “Ragazza col turbante” di Vermeer e della “Gioconda” di Leonardo, all’arte performativa femminista cinese, alla rilettura dell’immagine della donna e dell’uomo del giovane Alessandro Sicioldr.

 

 

Silvia Moretta si è laureata in Lettere Moderne con indirizzo storico artistico presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e ha conseguito il diploma presso la “Scuola di specializzazione in storia dell’arte medievale e moderna” dell’Università “Sapienza” di Roma. Rientrata a Pescara fonda l’associazione culturale Akedà con la quale nel 2013 cura la mostra internazionale “La xilografia cinese tra modernità e tradizione” presso il Museo Nazionale MuMi di Francavilla al Mare (Ch). Prende così il via la sua attività di curatrice d’arte indipendente e di critica d’arte. È particolarmente attenta al tema della riqualificazione dell’ambiente urbano con l’arte, anche tramite interventi effimeri di light art (realizzati in “Daidalos”; “Light Up”; “Countdown”), e all’esigenza di una nuova alfabetizzazione per la lettura delle immagini. Crede fermamente che l’arte contemporanea debba svincolarsi
dall’autoreferenzialità d’élite per tornare ad essere volta alla collettività, per riacquistare il ruolo di educatrice al bello. Affascinata dalla fotografia, nell’ultimo anno cura anche due progetti fotografici. Scrive per il webmagazine www.clic-he.it. Dall'ottobre 2014 è vicepresidente dell'Associazione ASAA ONLUS.

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